News

Famiglia e persone
10 febbraio 2025
Obbligo di mantenimento dei figli, anche maggiorenni, da parte dei genitori: quando viene meno?
Nell’ordinamento giuridico italiano i genitori hanno l’obbligo di mantenere, istruire ed educare i propri figli, anche se nati fuori dal matrimonio. A stabilirlo è la Costituzione, all’articolo 30, ma tale dovere giuridico in capo ai genitori è sancito anche dal Codice Civile, nello specifico agli articoli 315 e seguenti e agli articoli 147 e 148, che contribuiscono a costruire i pilastri normativi da cui deriva il dovere dei genitori di sostenere economicamente la propria prole, per il solo fatto di averla generata, indipendentemente quindi se i figli sono nati nel matrimonio o al di fuori di esso.
Tale dovere permane anche nel caso in cui i genitori divorzino o si separino e si sostanzia nell’obbligo, posto a capo del genitore non affidatario, di attribuire ai propri figli un assegno di mantenimento mensile, che ha lo scopo di contribuire a coprire le spese ordinarie come, per esempio, l’acquisto di abbigliamento, di beni alimentari ecc.
L’assegno ha inoltre delle caratteristiche peculiari, volte ad assicurare la piena realizzazione del dovere di mantenimento: è irrinunciabile sia dal figlio che dal genitore affidatario, non può essere oggetto di pignoramento da parte di eventuali creditori ed è irripetibile, cioè una volta corrisposto non può essere chiesto indietro.
Il dovere di mantenimento dei figli da parte dei genitori ha fatto sorgere, nel corso del tempo, molti dibattiti riguardanti, soprattutto, il momento a partire dal quale tale obbligo dovrebbe cessare. È sufficiente il raggiungimento della maggiore età da parte dei figli o i genitori dovranno mantenerli anche più a lungo?
Il nostro ordinamento giuridico non stabilisce con precisione una età al raggiungimento della quale l’obbligo di mantenimento cessa. I genitori, dunque, potrebbero essere tenuti a sostenere economicamente i propri figli anche oltre il compimento dei 18 anni. L’obbligo, tuttavia, non può essere perpetuo e durare all’infinito. A stabilirlo è la stessa Cassazione Civile che, con l’ordinanza n. 17738 del 2015, decreta come l’obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli maggiorenni cessa a seguito del raggiungimento, da parte di questi ultimi, di una condizione di indipendenza economica tale da renderli autosufficienti. Si precisa anche che non tutte le attività lavorative svolte dal figlio sono idonee a garantire un’indipendenza adeguata a far venir meno l’obbligo di mantenimento, deve trattarsi di un lavoro stabile nel tempo, svolto in maniera continuativa e con una congrua retribuzione.
È necessario però evidenziare come il limite, costituito dal raggiungimento dell’indipendenza economica, potrebbe far sorgere dei comportamenti scorretti da parte dei figli, che potrebbero approfittare di quanto stabilito dalla legge tardando l’inizio di un’attività lavorativa e continuando a pesare, più a lungo del dovuto, sulle spalle dei genitori.
Questo è il motivo per cui la Cassazione fa un’ulteriore precisazione: con la Sentenza n. 1858 del 2016, viene stabilito che il dovere di mantenimento del figlio maggiorenne cessa non solo quando il genitore onerato dia prova del raggiungimento, da parte del figlio, dell’autosufficienza economica, ma anche quando dia prova che il figlio, pur essendo stato posto nelle condizioni per poter raggiungere la propria indipendenza, non ne abbia approfittato, sottraendosi volontariamente allo svolgimento di un’adeguata attività lavorativa.
In sintesi, per concludere, i genitori non sono esonerati dall’obbligo di mantenere i propri figli col semplice raggiungimento, da parte degli stessi, della maggiore età. Per essere esentati da tale dovere è necessario dar prova del fatto che il proprio figlio sia economicamente autosufficiente o che, in alternativa, non lo sia per sua inerzia o per suo ingiustificato rifiuto a svolgere idonea attività lavorativa.
News
Approfondisci altre notizie inerenti alla materia Famiglia e persone- Consulenza legale a società e imprese
- Società, crisi e insolvenza
- Immobili, locazioni e affitto, condominio
- Danno alla persona e responsabilità medica
- Penale
- Famiglia e persone
- Eredità e successioni
- Assicurazioni, Responsabilità civile e risarcimento
- Codice della Strada
- Lavoro
- Banche
- Contratti e recupero crediti
- Privacy